Quelle cose che uno ha.

Questa mattina mi sono alzata male. Succede anche a me.

In questo periodo ho molte scadenze e mille impegni e questa mattina , quando ho aperto gli occhi, mi si sono presentate tutte davanti nello stesso momento. I primi fatti accaduti nel tempo intercorso tra quell’istante e quello in cui sono arrivata a scuola non hanno fatto altro che confermare la prima impressione di questa giornata.

Alle otto sono a scuola.

Prima ora : geografia. Classe terza . Lezione di oggi: le risorse della montagna.

Cominciamo a leggere  e dopo le prime duo o tre righe mi accorgo che i miei alunni non conoscono il significato della parola RISORSA.

Chiedo loro di provare a dirmi che cosa significhi e Christian dalla prima fila alza la mano:

”  Sono quelle cose che si hanno, quelle che abbiamo per fare le cose … ci sono anche le risorse alimentari e anche quelle … come si dice ? Quelle cose che uno ha.”

Quelle cose che uno ha. Questa breve frase mi risuona nelle orecchie. Così chiedo :

“ Bene , quindi anche noi abbiamo delle risorse?”

La risposta a questa domanda ha cambiato decisamente la mia giornata e vi racconterò come.

L’ora successiva è trascorsa in un clima meravigliosamente positivo, carico di energia , di entusiasmo, di sorrisi, di sguardi complici e di piccole luci nei loro piccoli occhi .

Proviamo a pensare a quali siano le nostre risorse, quelle cose che abbiamo dentro di noi e che possiamo tirare fuori ogni volta che serve, poco importa che sia la verifica di matematica o la partita di pallavolo del pomeriggio. I bambini fanno a gara per alzare la mano, le risposte che mi danno sono sorprendenti.

Mi chiedo più volte, mentre scrivo alla lavagna le parole che vengono fuori, se davvero questi bambini abbiano appena compiuto nove anni.

L’intelligenza, la forza, l’impegno, l’ottimismo, il coraggio ma anche la paura, la tenacia, l’amore delle persone che ci amano e quello che mettiamo noi nelle cose che amiamo, la volontà, la curiosità, la diversità.

E ancora l’amicizia , gli altri.

La pazienza , l’allegria e la speranza.

Io le scrivo una dopo l’altra alla lavagna , sono tantissime. “Abbiamo un sacco di risorse maestra Elena” dice Christian.

Ha ragione.

Finiamo la lezione di geografia, parlando delle risorse della montagna. Quando suona la campanella che annuncia l’intervallo i bambini si alza un nooo … di già?

Mi hanno fatto promettere che domani continueremo a lavorare sulle risorse: e loro, le mie , le nostre.

Sono tornata a casa e ho deciso di affrontare tutto con un altro spirito perché questa mattina i miei alunni mi hanno ricordato che io ho una grandissima risorsa: loro.

 

 

 

 

 

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