Postura e impugnatura corretta? Quattro chiacchiere con la grafologa

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Buon giorno colleghi, è da un po’ di tempo che ho voglia di approfondire con voi un argomento che mi sta molto a cuore e su cui ho avuto modo di riflettere molto quest’anno visto che ho lavorato nelle classi prime: postura e impugnatura. Molti di voi, come me si saranno trovati ad avere a che fare con bambini che faticano ad impugnare correttamente la matita o che non riescono a mantenere una corretta postura in classe; credo che la frase ” stai seduto bene ” sia una delle più gettonate nelle classi prime ( e spesso anche seconde).

Per entrare maggiormente nella questione ho contattato  una grafologa specializzata in educazione del gesto grafico, la Dott. ssa Morena Disabato e le ho posto alcune domande

Buongiorno Morena, la prima domanda nasce spontanea, di cosa si occupa esattamente una grafologa e in quale misura può essere utile la sua figura all’interno della Scuola dell’Infanzia e successivamente nella Scuola Primaria? 

Dott.ssa Disabato: Buongiorno, la grafologia è una scienza umana che, attraverso l’esame della scrittura, si propone di risalire alla personalità dello scrivente in base al presupposto (ormai incontestabile) che esiste una forte relazione tra personalità e scrittura. La scrittura di una persona è sensibile ai cambiamenti della persona che scrive e cambia negli anni, ma può cambiare (in parte) anche in base agli stati d’animo.

La scrittura offre informazioni attendibili e preziose sull’intelligenza (il tipo di intelligenza), sull’emotività, sulle strategie di vita adottate, rispecchia l’idea che lo scrivente ha di se stesso e quella che vuole trasmettere agli altri.
Scrivere non è un gesto spontaneo come lo è il disegno, è un atto complesso e astratto con delle convenzioni e regole specifiche su movimento, forme, direzioni e occupazione dello spazio.
La grafologia si applica allo studio della scrittura del bambino da tempi abbastanza recenti, studiando l’evoluzione della scrittura dall’apprendimento fino al raggiungimento della naturale scioltezza e naturalezza che possono esistere solo con una adeguata automatizzazione del gesto.
Il grafologo ma soprattutto l’educatore del gesto grafico può essere di grande aiuto all’interno della scuola primaria ma ancor prima nella scuola dell’infanzia come sostegno agli insegnanti ed educatori nel pianificare  un programma di pregrafismo adatto.
Spesso il pregrafismo viene proposto come una serie di esercizi di compilazione di schede prestampate, senza però chiedersi se nell’eseguirli vi è una corretta impostazione generale. E’ spesso sottovalutata l’importanza di questo mezzo che aiuta e prepara i bambini ad affrontare in modo adeguato l’impegno della scuola primaria.
Nella scuola dell’infanzia inoltre deve già esserci un’osservazione attenta e mirata dei bambini che se presenti, mostrano già segnali di difficoltà.
E’ in questa prospettiva che un buon laboratorio di pregrafismo può essere considerato vera e propria prevenzione per future difficoltà grafo motorie.

Quando ci si accorge che un bambino mostra difficoltà nell’impugnare correttamente la matita, quali sono le strategie da adottare ? E se una volta giunti  al termine dell’anno scolastico capita di avere in classe alunni che nonostante le strategie proposte per migliorare un’impugnatura errata non riescono a correggersi, cosa può fare l’insegnante in questo caso?

Dott.ssa Disabato: Impugnatura (e postura) fanno parte di quelli che vengono chiamati pre requisiti, ovvero le abilità psicomotorie che devono essere presenti e automatizzate nel bambino prima dell’ingresso nella scuola primaria perché ci sia un’acquisizione corretta del processo di scrittura.
Nell’osservare il bambino che scrive va valutata la posizione della mano, del polso, dell’avambraccio e del gomito.
L’impugnatura corretta è “a pinza” (tra pollice e indice, con la prima falange del dito medio che funge da appoggio per garantire un assetto regolare, i tre polpastrelli si trovano ciascuno su un lato diverso della matita). Anche la distanza dalla punta è importante, deve essere di circa 2 cm.
Qualsiasi altro tipo di impugnatura è scorretto e disfunzionale, pertanto ogni bambino va osservato singolarmente e continuamente. Alcune di queste sono più “gravi” e hanno delle conseguenze più importanti su apparato muscolo-tendineo-scheletrico e apparato visivo.
Le strategie da adottare devono partire proprio dall’osservazione del bambino.
Innanzitutto va valutata la tonicità, potrebbe metterci troppo poca forza (ipotonico)  o al contrario mettercene troppa (ipertonico) non riuscendo comunque in entrambi i casi ad impugnare correttamente e facendogli produrre di conseguenza un una grafia inadeguata: molle, tremolante e con poca pressione nel primo caso, rigida a scatti e poco fluida nel secondo.
Le strategie sono molteplici e vanno elaborate in base a quanto osservato.
Importante è correggere prima possibile e continuare ad insistere nelle correzioni, in tutto questo assume un ruolo fondamentale la collaborazione tra scuola, famiglia e specialisti che devono necessariamente agire in sinergia.
Molto utili sono gli esercizi (da fare a qualsiasi età) per allenare la motricità fine: semplici giochi con la plastilina, con le biglie di vetro, con le mollette per i panni, oppure esercizi per rilassare o potenziare la muscolatura.
Anche gli strumenti per scrivere sono importanti.
In fase di apprendimento è consigliabile la matita perché è più facilmente governabile in quanto scivola meno sul foglio ed evita al bambino di esercitare una pressione eccessiva.
L’impugnatura corretta è facilitata dalla matita a fusto triangolare perché i tre lati della matita corrispondono ai tre punti di contatto delle dita, ancora meglio se all’inizio si utilizzano le matite più grandi ed ergonomiche.
Esempi presi dal web
Ho ancora una domanda: molti bambini, anche al termine della classe prima, faticano ancora a mantenere una postura corretta in classe, quali strategie possiamo utilizzare noi insegnanti per aiutarli?

Dott.ssa Disabato : Come possiamo immaginare è normale che i bambini facciano fatica a mantenere la stessa posizione per ore. La realtà è che non solo sono costretti a farlo, ma talvolta non hanno banchi e sedie adatti alla loro statura, senza escludere i quaderni che devono usare…troppo grandi per loro.

I bambini devono sapere come ci si siede in modo corretto per scrivere, dobbiamo mostrarglielo, farglielo ripetere verbalizzando quelle che sono le “buone regole”.
Anche per la postura è importante correggerli finchè non riescono ad interiorizzare la posizione corretta che con  il tempo diventerà più naturale .
L’ideale sarebbe evitare di farli stare nella stessa posizione per periodi di tempo prolungati, o comunque permettergli di sgranchirsi le gambe non appena possibile.
Dott.ssa Morena Disabato
Laurea Scienze dell’Educazione
Grafologa specializzata in Educazione del Gesto Grafico
Grazie infinite per la sua disponibilità, alla prossima.
Se avete domande da rivolgere alla dottoressa Morena Disabato potete rispondere a questo post e, così nell’attesa di intervistarla nuovamente, potrò raccogliere le vostre curiosità e le vostre richieste.
Maestra Elena

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