Finchè orario non ci separi … riflessioni semiserie sulla gestione dell’orario e dello stress che ne consegue.

Tornare a scuola per un docente spesso combacia con una serie di attività più o meno gradevoli che devono necessariamente essere svolte nelle prime settimane. Una di questa è la stesura dell’orario settimanale di ciascun insegnante che spesso mette a dura prova la pazienza di cui notoriamente sono dotati i docenti.

In alcuni istituti viene stabilita una commissione orario che non è altro che un piccolo gruppo di docenti , generalmente mai volontari, che si ritrovano sulle spalle questo fardello. Trattasi di un’attività tutt’altro che semplice dato che stilare un orario perfetto è impossibile considerando tutti gli ostacoli a cui si deve far fronte: l’orario dei docenti specialisti che spesso si dividono in più scuole, l’orario degli esperti che generalmente è imposto, i desideri più o meno leciti delle colleghe, la disponibilità della palestra, dell’aula di musica o computer, la mancanza di un organico completo e quindi la difficoltà di far combaciare le diverse discipline, la collega che si aggira per i corridoi già dal primo settembre lamentandosi del fatto che non ha mai avuto il venerdì pomeriggio libero, etc… etc …

Se oltre a questo aggiungiamo che il fatto che sarebbe opportuno destinare le prime ore a discipline più “impegnative” e lasciare magari alle ultime ore della giornata quelle più rilassanti, allora stendere un orario perfetto diventa davvero un’ardua impresa.

Quando invece la gestione dell’orario viene lasciata ai singoli team ecco che la situazione si fa ancora più complicata : mettersi d’accordo non è affatto semplice e nonostante sia una cosa che pretendiamo dai nostri alunni, in alcune situazioni non siamo certo noi a dare il buon esempio. Immagino che chiunque legga questo post abbia in mente il collega o la collega che ci ha tolto il saluto perché non abbiamo dato peso al suo giovedì pomeriggio di pilates o all’orario del basket di suo figlio.

Dopo un paio di settimane, al verdetto finale, però tutto passa, i malumori vengono messi da parte, si ricomincia a sorridersi nei corridoi, perchè ormai quel che è fatto è fatto e a questo punto non resta che mandare giù il boccone amaro e andare avanti, perché alla fine, diciamolo, difficilmente incontriamo un docente felice del proprio orario .

E poi di fronte a tutte le difficoltà che incontreremo nell’anno scolastico che ci attende, la questione dell’orario pare poca cosa.

Buon orario a tutti

Maestra Elena

 

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