E’ arrivato SI PUO’FARE. Il mio corso per il triennio edito da Cetem.

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Ho il piacere di annunciarvi la nascita di SI PUO’ FARE, il nuovo corso per il triennio della scuola primaria edito da Cetem gruppo editoriale eli di cui sono autrice per la parte dei linguaggi.

Come nelle migliori tradizioni non posso che augurare tanta fortuna al nuovo nato che da subito si presenta come un corso inclusivo e innovativo con tante proposte per tutti.

Il progetto Si può fare nasce in risposta al bisogno di ciascun individuo di trovare la strada che lo conduce verso la realizzazione del sé. L’idea di una persona che si avvia nel lungo viaggio della vita armata di sogni da realizzare e motivata a trovare il proprio centro e la propria dimensione. Un viaggio che inizia da piccoli, quando ci si affaccia per la prima volta al mondo dei grandi ; quando si cominciano a muovere i primi passi su un terreno incerto e poco conosciuto lastricato di relazioni, confronto con gli altri e con se stessi. Un viaggio che comincia quando si va a scuola. Una scuola pensata e immaginata ogni giorno come un luogo di crescita che poco ha a che fare con lezioni teoriche proposte con modi e tempi lontani dalla realtà.

Un altro elemento fondante del progetto Si puo fare è certamente quello della diversità come elemento di arricchimento. La classe, vista come gruppo eterogeneo di individui che interagiscono tra loro formando una sinergia che deve essere la forza che permette a  ciascuno di apportare qualcosa, in misura e forma diversa, in un interscambio continuo da cui poter  anche  attingere quando necessario. Un movimento , quello di dare e avere dal gruppo, necessario al bambino per poter formare una personalità capace di mettersi in relazione con il mondo, una conoscenza proiettata al di fuori delle mura della propria individualità. Una condizione necessaria per poter sviluppare in modo equilibrato le competenze richieste e anche quelle che spesso vengono meno considerate ma che invece rivestono un ruolo fondamentale nello sviluppo di un individuo quali l’empatia, la compassione, la solidarietà, il senso di giustizia, la capacità di condividere, la predisposizione ad accogliere, il senso civico, il senso di appartenenza.

Tutte quelle abilità che oggi definiamo con l’espressione Life Skills e che vediamo coinvolte in una sperimentazione che le porterà a diventare protagoniste nella scuola del futuro.

Comments (1)

Sono Educatrice per l'integrazione nella scuola primaria,lavoro a Bologna ormai da 20 anni e ciò che descrivi nella presentazione del corso è l'insieme degli obbiettivi alla base della mia professione (purtroppo non abbastanzariconosciuta). La collaborazione con i docenti evidenzia la grande stanchezza e difficoltà nel lavorare in classi numerose ed eterogenee. Penso che la formazione continua sarebbe per tutti il motore per ritrovare entusiasmo,motivazione e voglia di mettersi in gioco. Ma se la cooperativa sociale per cui lavoro si occupa di formarci annualmente,i docenti sono spesso a digiuno di formazione da anni. Sarebbe bello che a livello statale ci fosse "o bligo"formativo ,come per tante professioni. Sarebbe la svolta. Lavorare senza idee nuove spegne e rende passivi ripetitori invece che vettori di entusiasmo per l'apprendimento. Mi piaci moltissimo e spero che tanti insegnanti seguano le tue proposte. Grazie .Ambra

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